Archivio Quotidiano: 13/01/2013

“Quello che mi lega a te” di Beth Kery

Quello che mi lega a teÈ un party esclusivo quello cui Francesca Arno, studentessa d’arte, partecipa stasera. All’interno del grattacielo sede della Noble Enterprise, con vista sulle mille luci di Chicago, tra persone eleganti e calici di champagne, Francesca non si sente esattamente a suo agio. Eppure la festa è per lei, visto che è stata scelta per decorare con un dipinto il maestoso atrio dell’edificio. Ma ecco che, all’improvviso, in sala compare un uomo, ed è come se il mondo si fermasse. Impeccabile nel suo costosissimo abito, il sorriso enigmatico come quello di Ryan Gosling e due occhi che ti incatenano: è lui, il giovane e quasi leggendario Ian Noble, capo della sua azienda milionaria creata dal nulla, che, sotto gli sguardi di tutte le donne presenti, si sta dirigendo proprio verso Francesca… Qualcosa li lega all’istante: un’attrazione immediata, fortissima e terribilmente fisica. Per lei è la prima volta: un’eccitazione così non l’aveva mai provata, e ne è del tutto posseduta. Per lui, è l’incontro che aspettava da tempo: l’innocenza di questa ragazza così bella, così inesperta, lo accende e lo seduce. Da quella sera Francesca cederà pian piano a tutte le tentazioni, anche le più pericolose, e a tutte le proposte, anche le più indecenti, sentendosi sempre più perduta. Pian piano, Francesca s’impadronirà dei molti segreti di Ian Noble, finché a prendere il controllo sarà l’unico legame che conta davvero, e per sempre: l’amore.

Ennesima storia di amore ed erotismo, ben scritta e dotata di quel tocco di autenticità che lo rende piacevole e meno assurdo di quanto potrebbe suggerire il modello che Ana e Mr. Grey (protagonista della trilogia delle 50 sfumature) rappresentano, ormai, nel campo del genere erotico. L’ombroso e complesso Christian Grey cede qui il posto all’affascinante, ricchissimo e inavvicinabile Ian Noble che, dopo aver conosciuto e apprezzato l’arte della giovane e graziosa Francesca Arno, se possibile ancora più ingenua di Anastasia, decide di commissionarle un importante quadro che la ragazza dovrà dipingere nel suo prestigioso e suggestivo attico. L’autrice descrive con talento e sobrietà la passione travolgente che annienta i due protagonisti, i quali, inevitabilmente, varcheranno un abisso oscuro, fatto di desideri sfrenati e sottomissione fisica e spirituale. Fino a quando, come di consueto, non irromperà la consapevolezza dell’amore a scardinare ogni piano.

“Un uso qualunque di te” di Sara Rattaro

Un-uso-qualunque-di-teUna famiglia borghese apparentemente serena è quella formata da Viola, Carlo e dalla diciassettenne Luce: grandi occhi spalancati verso il futuro. Distratta madre e moglie, Viola coltiva mille dubbi sul suo presente e troppi rimpianti camuffati da consuetudini. Carlo, invece, è un marito presente e innamorato e la solidità del legame famigliare sembra dipendere soprattutto da lui. È quasi l’alba di una notte di fine primavera quando Viola riceve un messaggio da suo marito che le dice di correre in ospedale. Stava dormendo fuori casa e si deve rivestire in fretta, non c’è tempo per fare congetture, il cellulare ora è scarico e nel messaggio non si dice a quale ospedale debba andare né cosa sia successo. Una corsa disperata contro il tempo, i sensi di colpa e le inquietudini che da anni le vivono dentro. Fino al drammatico faccia a faccia con il chirurgo le cui parole porteranno a galla un segreto seppellito per anni e daranno una sterzata definitiva al corso della sua esistenza.

Un uso qualunque di te è un romanzo duro, difficile da digerire, crudo e dannatamente poetico.

La storia è di quelle che non si vorrebbero mai sentire, perché non sta bene, no, non si fa così. Non si perdonano le donne come Viola, quelle che hanno fatto degli errori e delle proprie debolezze la cifra distintiva delle proprie esistenze. A detta degli altri. Eppure sono storie, quelle, che una volta approcciate, si fa fatica a condannare. Anzi, si vorrebbe che tutti le leggessero.
Perché ciò che rappresenta Viola, altro non è che la somma di tutte le debolezze, degli errori, delle scelte sbagliate di un essere umano. Carlo, il marito, diventa per noi la soluzione a quegli sbagli, il modo giusto di affrontare la vita, la possibilità di riscatto e Luce, la figlia, diventa la strada per arrivare a vivere grazie all’amore. O forse a morire per amore.
L’autrice rende poesia una torbida storia di tradimenti reiterati al femminile, parlando di una donna per la quale si nutrono sdegno e compassione, allo stesso tempo. Fino allo sgomento finale, per la scelta coraggiosa che affronterà.