Archivio Quotidiano: 16/01/2013

“DELL’AMORE E IL SUO CONTRARIO” – tratto da REALE VIRTUALE

large_3033873597I protagonisti del secondo racconto, tratto da REALE VIRTUALE – Ritratti di donne nell’era digitale, sono Lui e Lei, due individui che, come molti al giorno d’oggi, si conoscono via Internet, tramite chat per la precisione, ancora prima dell’avvento di Facebook, e che iniziano una relazione clandestina che durerà per anni. Il racconto sdogana dallo squallore, tipico e atteso, una storia d’amore extra, mettendone in luce tutto lo struggimento e la sofferenza che ne deriva. Fino all’inevitabile conclusione. O forse no.

[...] Un paio di mesi trascorsero tra appuntamenti alla tastiera, di sera, per conoscere l’altra metà di loro, quella oscura, quella che nascondevano agli altri, sì, ma prima di tutto a se stessi. Fin dal principio, si erano raccontati le loro vite, senza filtri, senza remore. Lei, single da troppo tempo, poco avvezza agli uomini, in lotta con un fisico inclemente, in piena crisi lavorativa, conviveva con i primi segnali di un disagio psicologico che, di lì a breve, si sarebbe manifestato in tutta la sua violenza. Lui, impegnato da quasi vent’anni con una donna che, però, non avevo voluto sposare, in procinto di diventare padre, completamente travolto dagli eventi, incapace di districarsi tra le maglie di una situazione di cui era vittima e carnefice, cercava un’evasione. Nudi, quindi, completamente in balia delle storie e delle vite dell’altro. Fin da subito. Esposti nella loro fragilità e nelle loro colpe. [...]

[...] Per i tre anni successivi, i mesi di buio e luce si alternarono, stremando entrambi nel corpo e nella mente. Un amore che all’inizio li faceva respirare e prendere aria, che consentiva loro di tagliare fuori, anche se per poco, tutto lo schifo che li circondava, ora li stava, invece, distruggendo. E l’amore non può essere distruzione. [...]

[...] Lei ora non sa se e per quanto tempo ancora la loro storia, o la loro non storia, potrà andare avanti, non sa fino a che punto riuscirà a sopportare i commenti al vetriolo del mondo attorno a sé: è stanca di spiegare, di giustificarsi, di difendere Lui, quello che li ha uniti e che forse li unisce ancora, e, soprattutto, di spiegare se stessa. Forse Lei non cerca altro, nulla di diverso da un amore che tanto ti dà ma che altrettanto ti ruba. E si trova a dire grazie, non sa bene a chi o a che cosa, per aver vissuto e amato così intensamente. E si trova a non sentirsi colpevole. Perché non ha preso nulla che non fosse già stato abbandonato e che, ancora oggi, non è stato reclamato. Dopo anni. [...]

 

Tratto da REALE VIRTUALE di Viviana Picchiarelli
a cura di Costanza Bondi

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photo credit: cogdogblog via photopin cc

“CHI HA PAURA DEL PANNOLINO?” – tratto da REALE VIRTUALE

large_6020810116La protagonista del primo racconto di REALE VIRTUALE – Ritratti di donne nell’era digitale, è una precaria trentasettenne che lavora nel campo della pubblicità e che per anni ha assunto il ruolo di single convinta allergica alla prole, fino a quando, non solo capitola di fronte all’amore, ma, cosa ancor più sconvolgente secondo i suoi canoni, di fronte alla possibilità di essere madre. Con uno stile e un linguaggio molto simile al blog, il racconto descrive le ironiche peripezie di questa prossima mamma tecnologica.

[...] A trentasette anni, impegnata, fidanzata, accompagnata, come volete, insomma, con un consulente informatico, accampata nel bilocale del mio lui, impossibilitati a chiedere un mutuo appena più consistente di quello necessario per comprarci la scorta stagionale di calzini e mutande (perché tra i calzini che si spaiano dopo qualche ciclo di lavatrice e le mutande che si restringono perché forse non sono proprio di cotone 100%, ogni tre mesi siamo costretti a rifarci il guardaroba).
Due cuori e una capanna.
Idillio quasi perfetto per due precari che, comunque, avevano cercato sempre di barcamenarsi senza pesare troppo sulle spalle di genitori e quasi suoceri.
In quel momento, però, la faccenda si stava ingrandendo. Come il mio sedere. In proporzione, addirittura più della mia pancia.
Ero incinta di quasi sette mesi.[...]

[...] Per farla breve, non senza vergogna e con la coda tra le gambe, mi sono ritrovata a trascorrere le pause pranzo scambiando consigli con le mie colleghe: navigavo in Internet per leggere tutti, e sottolineo tutti, i blog sull’argomento, annotavo ogni cosa che potevo e non potevo mangiare, per poi leggere che erano tutte bufale! Passeggiavo e non vedevo altro che pancioni e passeggini, passeggini e pancioni; quando non crollavo sul divano alle nove di sera, sfinivo la mia dolce metà con lunghe dissertazioni filosofiche sui nomi e sui colori della cameretta e degli arredi.
Tutto questo fino a quella sera di fine agosto quando, spaparanzata sul letto con il ventilatore a soffitto a pieno regime, sentii che quel coso, a cui ancora non avevamo deciso quale nome dare, aveva avuto la brillante idea di fare una capatina fuori, così tanto per vedere che aria tirava, un po’ prima di quando avrebbe dovuto. [...]

 

Tratto da REALE VIRTUALE di Viviana Picchiarelli
a cura di Costanza Bondi

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photo credit: aarondn93 via photopin cc